Contributi INPS partita IVA forfettaria 2026: guida completa al calcolo

I contributi INPS sono spesso la sorpresa più grande per chi apre la Partita IVA in regime forfettario. Molti pensano di pagare solo il 15% di tasse — e si dimenticano che i contributi previdenziali possono valere il doppio delle imposte. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere sui contributi INPS forfettario 2026: importi aggiornati, aliquote, esempi pratici e la riduzione del 35% che in molti non conoscono.

Aggiornato con Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 (Gestione Separata) e Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 (Artigiani e Commercianti).

Le tre gestioni INPS per i forfettari: quale è la tua?

Non tutti i forfettari pagano gli stessi contributi. La gestione previdenziale dipende dal tipo di attività che svolgi — non è una scelta, ma è determinata dal tuo codice ATECO.

Tipo di attività Gestione INPS Esempi
Professionisti senza albo Gestione Separata Copywriter, designer, sviluppatori, consulenti, fotografi, traduttori
Artigiani Gestione Artigiani INPS Falegnami, idraulici, elettricisti, meccanici, estetiste, parrucchieri
Commercianti Gestione Commercianti INPS Negozianti, venditori e-commerce, agenti di commercio, ambulanti
Professionisti con albo Cassa privata di categoria Avvocati (Cassa Forense), ingegneri (INARCASSA), psicologi (ENPAP)
⚠️ Non sai quale gestione hai? Controlla il tuo codice ATECO sul modello di apertura P.IVA o contatta il tuo CAF. La gestione sbagliata può portare a versamenti errati e sanzioni.

1. Gestione Separata INPS 2026 — professionisti senza cassa

La Gestione Separata è la più semplice: non hai contributi minimi fissi. Se guadagni zero, paghi zero. I contributi si calcolano esclusivamente in percentuale sul reddito imponibile.

Aliquota Gestione Separata 2026: 26,07% sul reddito imponibile
(Fonte: Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026)

Aliquota ridotta per chi ha anche lavoro dipendente o pensione: 24%

Come si calcola — formula passo per passo

Fatturato × Coefficiente ATECO = Reddito imponibile
Reddito imponibile × 26,07% = Contributi INPS da versare

Esempi pratici Gestione Separata

Fatturato annuo Reddito imponibile (78%) Contributi INPS (26,07%)
15.000€ 11.700€ 3.050€
25.000€ 19.500€ 5.084€
40.000€ 31.200€ 8.134€
60.000€ 46.800€ 12.201€
85.000€ (soglia massima) 66.300€ 17.286€

Quando si pagano — scadenze Gestione Separata

Scadenza Tipo versamento Importo
30 giugno Saldo anno precedente + 1° acconto anno corrente (40%) Importo più alto
30 ottobre 2° acconto anno corrente (60%) Secondo importo
⚠️ Primo anno di P.IVA: nessun contributo da versare nel primo anno! Si inizia a pagare il secondo anno, versando sia il saldo del primo anno che gli acconti del secondo. Preparati: la doppia rata del secondo anno è la sorpresa più comune.

2. Gestione Artigiani INPS 2026

A differenza della Gestione Separata, gli artigiani hanno un contributo minimo fisso obbligatorio da pagare indipendentemente dal reddito. È composto da una quota fissa sul minimale e una quota variabile sull'eccedenza.

Contributi fissi 2026 Artigiani: 4.521€ annui
Sul reddito minimale di 18.808€ · Fonte: Circolare INPS n. 14/2026

Aliquota variabile: 24% sul reddito imponibile eccedente il minimale
Riduzione 35% disponibile per chi è in regime forfettario → contributi fissi scendono a ~2.939€

Esempi pratici Artigiani

Fatturato Contributi senza riduzione Contributi con riduzione 35%
Sotto 18.808€ 4.521€ (fisso) 2.939€
30.000€ ~5.900€ ~4.200€
50.000€ ~8.500€ ~6.300€

3. Gestione Commercianti INPS 2026

Simile alla gestione artigiani, con importi leggermente diversi e un'aliquota aggiuntiva dello 0,48% per il finanziamento dell'indennizzo per cessazione attività commerciale.

Contributi fissi 2026 Commercianti: 4.612€ annui
Sul reddito minimale di 18.808€ · Fonte: Circolare INPS n. 14/2026

Aliquota variabile: 24,48% sul reddito imponibile eccedente il minimale
Riduzione 35% disponibile → contributi fissi scendono a ~2.998€

La riduzione del 35% che in molti non conoscono

Artigiani e commercianti in regime forfettario possono richiedere una riduzione del 35% sui contributi INPS. È una delle agevolazioni più vantaggiose del forfettario — ma bisogna richiederla esplicitamente, non viene applicata automaticamente.

Risparmio concreto: un artigiano con 30.000€ di fatturato risparmia circa 1.700€ all'anno di contributi INPS richiedendo la riduzione 35%.

Come richiedere la riduzione 35%

  1. Accedi al sito INPS con SPID o CIE
  2. Vai su "Gestione Artigiani e Commercianti"
  3. Cerca "Domanda riduzione contributiva forfettari"
  4. Compila e invia la domanda online
  5. Una volta approvata si rinnova automaticamente ogni anno
⚠️ Attenzione: la riduzione 35% vale solo per Artigiani e Commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS. Non si applica alla Gestione Separata.

I contributi INPS sono deducibili dalle tasse?

Sì, e questo è uno dei vantaggi fiscali più importanti del regime forfettario che spesso viene dimenticato. I contributi previdenziali versati si deducono dal reddito imponibile prima di calcolare le tasse.

Reddito imponibile - Contributi INPS versati = Base imponibile per le tasse

Esempio pratico con deduzione contributi

Voce Importo
Fatturato annuo 40.000€
Reddito imponibile (×78%) 31.200€
Contributi INPS versati (26,07%) - 8.134€
Base imponibile per tasse 23.066€
Tasse al 15% 3.460€ (non 4.680€)

Quanto metto da parte ogni mese per i contributi?

La regola pratica che consigliamo per non trovarsi in difficoltà a giugno e ottobre:

Gestione INPS % da accantonare sul fatturato mensile
Gestione Separata (professionisti) 35-40% (tasse + contributi)
Artigiani (con riduzione 35%) 25-30% (tasse + contributi)
Commercianti (con riduzione 35%) 25-30% (tasse + contributi)

Domande frequenti sui contributi INPS forfettario

Se ho anche un lavoro dipendente devo pagare i contributi INPS sulla P.IVA?

Dipende dalla gestione. Se sei in Gestione Separata, l'aliquota scende al 24% (invece del 26,07%) perché sei già coperto previdenzialmente dal lavoro dipendente. Se sei Artigiano o Commerciante, devi comunque versare i contributi fissi sulla P.IVA indipendentemente dal lavoro dipendente.

Cosa succede se non pago i contributi INPS entro la scadenza?

L'INPS applica sanzioni e interessi sul ritardato pagamento. Puoi regolarizzare tramite ravvedimento operoso — prima paghi, minore è la sanzione. Non pagare i contributi per anni può portare a iscrizione a ruolo e cartelle esattoriali.

I contributi INPS valgono per la pensione?

Sì, tutti i contributi versati accumulano anzianità previdenziale e contribuiscono al calcolo della pensione futura. Tuttavia, con aliquote relativamente basse e redditi imponibili ridotti dal coefficiente forfettario, la pensione futura potrebbe essere modesta. Molti forfettari integrano con forme di previdenza complementare.

Posso non pagare i contributi INPS se non ho guadagnato nulla?

Dipende dalla gestione. In Gestione Separata sì — se il reddito è zero, i contributi sono zero. Per Artigiani e Commercianti no — il contributo fisso sul minimale va pagato anche con reddito zero. Questo è uno dei motivi per cui molti preferiscono la Gestione Separata nelle fasi iniziali dell'attività.

Come faccio a sapere se ho richiesto correttamente la riduzione 35%?

Accedi al tuo fascicolo previdenziale sul sito INPS con SPID e verifica se la riduzione risulta attiva. In alternativa, controlla il modello F24 precompilato che l'INPS ti invia — se la riduzione è applicata, gli importi saranno già ridotti del 35%.

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